Una curiosità che forse non tutti conoscono. Il 21 gennaio 1564 la Congregazione del Concilio di Trento dispose la copertura di ogni oscenità nel Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina, compito che venne affidato a Daniele da Volterra che per l’occasione si guadagnò il soprannome di “Braghettone“.

Il suo intervento, che prese il via poco dopo la morte di Michelangelo nel 1565, fu massimamente discreto, quale grande ammiratore dell’arte del suo maestro, limitandosi rivestire con panni svolazzanti le nudità di alcune figure, con la tecnica della tempera a secco.
Unica eccezione fu la coppia di San Biagio e Santa Caterina d’Alessandria, oggetto delle critiche più scandalizzate poiché rappresentati in una posizione che poteva ricordare la copula.

Egli rimosse a colpi di scalpello e ridipinse anche la maggior parte di Santa Caterina e l’intera figura di San Biagio dietro di lei, poiché nell’originale quest’ultimo sembrava guardare alla schiena nuda della donna.

Non suoi, invece, i perizomi ed i panneggi nella metà inferiore dell’affresco.